Pedro Salinas, La voce a te dovuta




E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.
**
Io non ti vedo. So bene
che tu sei qui, che sei dietro
una parete fragile
di mattone e di calce, alla portata
della mia voce, se io ti chiamassi.
Ma io non ti chiamerò.
Ti chiamerò domani,
quando non più vedendoti,
penserò che tu sia
qui vicino, al mio fianco,
e che basti oggi la voce
che ieri non volli dare.
Domani … quando tu invece
sarai lontana, al di là
d’una parete fragile
di venti, di cieli e d’anni.
**
Quante volte, a lungo
- spia del silenzio-
ho atteso due parole,
una voce.  (Già note,
le conoscevo, sì,
ma tu, che le ignoravi,
me le dovevi dire).  


Da voce a te dovuta, Einaudi editore, 2014