Ida Travi, Katrin Saluti dalla casa di nessuno




















( avevo dei diritti )
Avevo dei diritti, prima del pettine
avevo una casa
prima della casa avevo
un silenzio, un silenzio..
Cosa resta alla fine?
solo quel nodo
quel pulcino in gola…
Il vecchio vuol tornare nella culla
tutti vogliono tornare nella culla…
E adesso?
Il bambino è alla porta, Usov spinge, spinge.
( è fiorita la muffa sul muro )
È fiorita la muffa sul muro
ci ammaleremo
È fiorita la muffa sul muro, guarda
tre piccoli soldati al muro col fucilino puntato…
Tutta colpa del destino
tutta colpa di questa umidità…
C’era un secchio, un catino
un tempo, c’era un mastello
Adesso guarda come tutto scorre
come tutto gocciola dal tuo braccio alzato.
**
( c’era un cane )
C’era un cane al cancello
teneva la testa bassa
Io gli dicevo:
àlzala, quella testa
vedrai la corona
Adesso la torre è abbattuta
tutto il segreto è in polvere
Siamo soli, il cane e io
siamo soli su questa terra
Padrone del cane
padrone della torre
qui, qui!
**
( Katrin, sempre lì )
Katrin, sempre lì con quel pettine in mano
come la paralitica nella Terra di Nessuno
– il chiodo, il legno –
Credi che sia facile per me
lavorare ogni giorno
allacciarmi ogni volta il grembiule?
Come quando mi scendevano
le lacrime, come quando
staccavo la macchina e di colpo le polveri
mi schizzavano in faccia
di colpo scendeva il silenzio
sulla ruota più piccola.
**
( piange il bambino )
Piange il bambino, il suo pianto
è il nostro pozzo di petrolio, ci avvisa
Presto ci sarà il ringraziamento
chiuderemo lo spioncino
accenderemo le candele
– sì –
Dormiremo come sassi
come fanno le stelle, lontano
lontano, come fanno le stelle
quando chiude il portone
quando lampeggia sul ponte
l’ultimo segnale arancio.
**
( avevi due pugni )
Avevi due pugni
in piena solitudine
sei nato da tua madre
in piena solitudine
così!
questa è la siepe del terrore
questo è l’angolo delle meraviglie
– questa è la terra, la prima volta –
Il vecchio è vicino alla culla
s’aggira piano intorno alla culla
vedo un capello bianco
sopra il cuscino argento
uno, uno!
**
( se volete vedere il miracolo )
Se volete vedere il miracolo
tenete la scatola chiusa
Lasciate gli animali nella loro natura
togliete il recinto al regno di Dio
Datemi il nastro rosso
e poi… seguite il fiume, e poi…
Fino al ramo nell’acqua
fino al ceppo bruciato, più avanti
più avanti… fino all’ultima siepe di rovo
Usciremo da questa storia
– credetemi –
**
( L’angelo aveva le ali )
L’angelo aveva le ali
io lo tenevo in spalla come un sacco
Mettilo giù, diceva il cielo
mettilo giù, non vedi
ch’è più grande di te?
L’angelo poggiava i piedi
per terra, la terra
era il pianeta delle grazie
Tutto trascinava il suo carretto
tutto sospingeva la sua ruota.
**
(chiamo la neve)
Chiamo la neve come un bambino, Usov
la neve è un bambino con la testa rossa
è un parente lontano, un orso
Chiamo la neve e lei viene
obbedisce, tutto zittisce, nel nuovo nulla
Sotto il grembiule nero, dorme
la maglia bianca, sotto la cinta di fuoco
brilla il tuo campo nero
là sotto, là sotto…
Dove è caduta la goccia, dove
dal nulla spunta
la candida foglia verde.



Da Katrin. Saluti dalla casa di nessuno, Moretti&Vitali, 2014