Margherita Guidacci, La sabbia e l'angelo





















XVI

Se tu mai sentissi la notte nei tuoi polsi tremare,
E trafiggerti con gli aghi del sangue,
E i minuti del cuore sconvolgerti in improvvise frane,
Allora nemmeno comprenderai
che sia, di terra farsi poi nardo e neve,
Ed entrare in un tempo incorruttibile.


XVII

Ama l'albero in sé raccolto, ama la chiusa fatica
Del frutto che il tempo nutre e che nel tempo ricade
Ma più ama l'albero nel vento, quando assomiglia alla fiamma futura.



Da La sabbia e l'angelo, Vallecchi, 1946